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La certificazione del "Sistema di Gestione Anti-Corruzione" secondo la ISO 37001/16, quale valore aggiunto INDISPENSABILE per qualsiasi organismo compliant.

Il 15 ottobre 2016 è stata pubblicata la nuova norma ISO 37001/16 sui requisiti dei Sistemi di Gestione Anti-Corruzione che potranno, quindi, essere certificabili.

Il 15 ottobre 2016 è stata pubblicata la nuova norma ISO 37001/16 sui requisiti dei Sistemi di Gestione Anti-Corruzione che potranno, quindi, essere certificabili.

Questa breve disamina non deve e non può partire dalla considerazione dell'entità delle sanzioni sempre più crescenti, che le varie legislazioni nazionali ed internazionali prevedono per i reati di corruzione, che pur hanno il loro peso nella decisione di certificare un’azienda per un adeguato sistema di prevenzione della Corruzione.

La valutazione d’opportunità va fatta misurando gli enormi vantaggi del processo di certificazione:

  • la possibilità per le Pubbliche Amministrazioni di gestire, in modo sistemico ed integrato, i vari adempimenti normativi in materia di prevenzione della corruzione (L. 190/12, D. Lgs 97/16 - FOIA, PNA 2016);
  • sul piano etico e dell’innovazione, permetterà di avere uno standard di prevenzione e contrasto della corruzione conforme alla “best practice” internazionale e di riconosciuto valore in Italia e nel mondo;
  • sul piano della competitività, gli Enti, le Imprese, gli Organismi certificati si distingueranno dagli altri agli occhi degli stakeholders e, in certi settori, aumenteranno le loro chances di aggiudicarsi lavori e commesse, così come di dimostrare il loro impegno in un percorso di crescita compliant;
  • dal punto di vista della governance, gli amministratori di un’impresa che otterrà la certificazione avranno certamente assolto il proprio compito e dovere di assicurare che l’impresa abbia un idoneo e adeguato sistema di prevenzione dei rischi connessi alla corruzione;
  • sul piano finanziario, il vantaggio ulteriore di poter accedere a percorsi di Rating (Nuovo Regolamento AGCM, Regolamento per definire l’attribuzione del Rating di Legalità, 13 settembre 2016 ) dimostrando l'evidenza oggettiva del possesso di uno dei requisiti utili al conseguimento del Rating di Legalità, ovvero : "di aver adottato modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzione";
  • sul piano dei rapporti con gli investitori, che già oggi risultano sempre più attenti a destinare i propri investimenti a imprese che garantiscano elevati standard di etica, legalità e sostenibilità del proprio business;
  • sul piano della mitigazione del rischio sanzionatorio ex D. Lgs 231/2001, la certificazione rilasciata da un ente autorevole e indipendente costituirà evidenza concreta sia della mancanza di gravi carenze organizzative, evitando l’applicazione di misure cautelari molto incisive, sia della adozione ed efficace attuazione di un idoneo modello organizzativo anti-corruzione, aumentando le chances di ottenere per l’ente l’esenzione da responsabilità;
  • in relazione alla disciplina italiana degli appalti pubblici, la certificazione faciliterà l’acquisizione del Rating di Legalità da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, del Rating di Impresa da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione, e l’accesso alla procedura di “self cleaning” alle imprese nel cui interno siano stati commessi reati di corruzione.

Entrando maggiormente nel dettaglio della struttura dello standard ISO 37001/16, è possibile in prima battuta evidenziare i seguenti aspetti fondamentali:

  1. valutazione del contesto aziendale (interno ed esterno), dei requisiti delle parti interessate, delle normative applicabili e delle fonti di rischio;
  1. Committment della Direzione Strategica, politiche anticorruzione e relativo programma attuativo;
  1. ruoli e responsabilità per la prevenzione della corruzione, responsabile anticorruzione;
  1. gestione del rischio corruzione e obiettivi per la prevenzione della corruzione;
  1. risorse per la prevenzione della corruzione: formazione, sensibilizzazione, comunicazione, documentazione, etc.;
  1. misure e controlli operativi per la prevenzione della corruzione;
  1. monitoraggio e audit;
  1. miglioramento continuo.

Come gli altri standard rilasciati dall’ISO, la norma ISO 37001/16 si baserà sulla struttura HLS - High Level Structure, definita  dall’ISO al fine di facilitare l’integrazione tra i Sistemi di Gestione, assicurando  che ogni standard ISO presenti struttura e terminologia comuni con gli standard precedenti

Il nuovo standard è utilizzabile sia per il settore privato sia per quello pubblico ed è valido per un’ampia gamma di organizzazioni:

  • per le imprese già dotate di validi “Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo” tendenti alla esenzione da responsabilità amministrativa da reato (ex D. Lgs 231/01 in Italia), di “Compliance Programs” internazionali conformi al U.S. FCPA o di “Adequate Procedures” previste dallo UK Bribery Act, per le quali il conseguimento della certificazione richiede solo un adattamento del sistema già esistente;
  • per le imprese finora prive di un programma di compliance anticorruzione, per le quali il nuovo standard ISO 37001/16 rappresenta una guida precisa che permette di disegnare e implementare da zero un valido sistema di prevenzione anticorruzione.

E’ bene chiarire che l’ottenimento della certificazione ISO 37001/16 non protegge, in assoluto, l’Azienda da eventuali contestazioni da parte degli Organi inquirenti sia italiani che esteri: va però valutato il principio che sarà un Organismo Internazionale di certificazione indipendente a verificare che la compagine societaria abbia adottato una serie di azioni che portano naturalmente alla mitigazione del rischio e, quindi, del livello di responsabilità.

Quindi, l'efficace attuazione e la certificazione ISO 37001/16 del proprio Sistema di Gestione Anti-Corruzione ridurranno al minimo le probabilità di avere un problema di corruzione nell'ambito dell'organizzazione stessa.

Come ottenere la certificazione?

Fondamentale sarà l’apporto di una struttura consulenziale in grado di sostenere l’Ente, l’Impresa o l’Organizzazione nella formulazione e/o implementazione della propria compliance policy e nel percorso di attuazione della stessa.

Perché scegliere la nostra rete professionale?

La nostra compagine fa capo ad un doppio brand associativo: quello dell’Istituto Italiano per l’Anticorruzione - IIA e quello dell’Associazione Professionisti ed Imprese per la Cooperazione Economica e Sociale - APICES.

Trattandosi di strutture associative aperte, la rete di figure professionali ed imprenditoriali coinvolte è estremamente vasta ed eterogenea, sia sotto il profilo delle competenze che sotto quello delle nazionalità. Entrambe le strutture associative annoverano tra i propri fellow members alcune eccellenze negli specifici settori di riferimento attinenti la compliance policy della Committenza e, più in generale, il vasto tema dell’Enterprise Risk Management.

Da un punto di vista comparatistico, tra la nostra rete e qualsiasi altro brand consulenziale, anche multinazionale, corre una sostanziale differenza.

Infatti, le altre strutture non hanno una pura estrazione professionale in materia di consulenza, provenendo quasi tutte dalla certificazione di bilancio per poi convertirsi alla compliance aziendale. Inoltre tali competitors, proprio a causa della loro articolata organizzazione multinazionale, hanno necessità di fare ricorso alla collaborazione di junior advisor, generalmente neo-laureati evidentemente privi di esperienza, che seppur certamente bravi operano secondo procedure standardizzate, imposte dalla società loro datrice di lavoro: ciò può comportare una scarsissima duttilità e, dunque, una difficoltà di adattamento alle realtà che necessitano al sostanziale accreditamento internazionale della Committenza, mediante un Compliance Programm predisposto secondo le regole del by designe, che porti alla certificazione definitiva.

Insomma, non potrebbero “cucirVi un abito su misura".

I professionisti delle nostre reti sapranno invece adottare un metodo “sartoriale”, garantendo le risposte migliori per consentire un pieno soddisfacimento di tutte le esigenze della Committenza

 

22/10/2016

Federico Bergaminelli

Presidente dell’Istituto Italiano Anticorruzione

Vicepresidente APICES

 

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