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Il Governo Britannico cede i dati sanitari del COVID-19 ai Big Data

Il sistema sanitario inglese, con l’obiettivo di creare un’unica fonte sulla pandemia da 𝗖𝗢𝗩𝗜𝗗 𝟭𝟵, ha ceduto ai colossi della tecnologia, come Amazon, Google, Microsoft, Faculty e Palantir, i dati in merito all’infezione da 𝗖𝗼𝗿𝗼𝗻𝗮𝘃𝗶𝗿𝘂𝘀 dei propri cittadini per studiarla a fondo e arginarne la rapida diffusione.

Ma la cessione di queste informazioni tiene conto della tutela della privacy dei suddetti e – soprattutto – la delicata tematica di cui si va a discutere?

openDemocracy, un’organizzazione internazionale impegnata nell’informazione indipendente, è riuscita ad entrare in possesso dei contratti stipulati, facendo sorgere interessanti dubbi in merito al “𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗶𝗻𝗴”, ovvero l’estrazione di informazioni utili da grandi quantità di dati utilizzando metodi automatici o semi-automatici ed enorme capacità di elaborazione e calcolo.

L’episodio accaduto oltre manica, riporta alla mente il nostrano caso Immuni, imponendoci l’obbligo di chiedere e capire come vengano utilizzati i nostri dati e se vengano effettivamente tutelati.

Ho approfondito la tematica in un intervento per il Magazine Polis SA Edizioni a questo link.

 

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